Conosciamo i Fiori di Edward Bach

Fiori di Edward Bach

La malattia non sarà mai curata né sradicata dagli attuali metodi materialisti, per il semplice fatto che la malattia nella sua origine non è materiale. Ciò che noi conosciamo della malattia è la conseguenza ultima prodotta nel corpo, il prodotto finale di forze che agiscono in profondità per lungo tempo, e anche se il solo trattamento materiale ha apparentemente successo, ciò non costituisce altro che un temporaneo sollievo, se non si è eliminata la causa reale della malattia. ”
Secondo Bach, i rimedi floreali, adoperati da soli o insieme a qualunque cura, cambiano gli stati mentali negativi, poiché “La malattia è la concretizzazione di un atteggiamento mentale”; di conseguenza, modificando quest’ultimo non è più presente la causa base della malattia. I rimedi floreali hanno un effetto molto sottile sugli stati mentali ed influiscono solo indirettamente sul corpo, tuttavia, il cambiamento generale della persona, più o meno lento che sia, sarà completo.

Edward Bach credeva implicitamente nella cura della persona ammalata piuttosto che della malattia: questo convincimento, insieme al suo intenso sentimento religioso, lo spronò a cercare un sistema di cura che prendesse in considerazione gli squilibri fisici, mentali, emotivi e spirituali che egli considerava alla base dell’insorgere della patologia.

 

Adottò un punto di vista intransigente a proposito delle malattie; secondo Bach esse sorgono dall’incapacità del paziente di ascoltare il proprio intuito e seguire un istinto positivo.

Egli riteneva che l’essere umano diventa vulnerabile alle malattie quando una resistenza di fondo agisce come ostacolo al vero sviluppo della personalità: tale resistenza può prendere la forma di emozioni come ansia,  ira o rigidità mentale, che potrebbero essere sufficienti a bruciare il potenziale positivo di una personalità equilibrata.

In comune con Samuel Hahnemann,fondatore dell’omeopatia,  Bach vedeva i sintomi della malattia secondo una prospettiva positiva, in quanto ci avvertono della necessità di apportare modifiche: cercare di correggere gli eccessi alimentari, rilevare le deficienze nello stile di vita (come la mancanza di esercizio fisico o di rilassamento),  evitare le abitudini a pensieri negativi che potrebbero minare la salute.

Bach andò ben oltre Hahnemann nella sua interpretazione, poiché sviluppò un approccio altamente simbolico per la comprensione dei sintomi fisici: ad esempio, egli vedeva la rigidità delle articolazioni e dei muscoli come un riflesso della rigidità mentale, mentre i sintomi asmatici potevano essere interpretati come un soffocamento delle reazioni emotive ad un trauma.

Edward Bach era  attratto dall’uso dell’intuizione e dell’interpretazione simbolica dei sintomi della malattia, rendendo estremamente fluidi i confini tra l’esperienza religiosa (spirituale) e la cura delle malattie.

… La malattia è nella sua essenza il risultato di un conflitto tra l’Anima e la Mente e non sarà mai sradicata, se non con uno sforzo mentale e spirituale. ”
Bach considerava assai controproducente la terapia ortodossa con i farmaci, che sopprimeva temporaneamente i sintomi fisici, senza intervenire alla radice del problema: secondo lui, quando la debolezza costituzionale non riceve un adeguato controllo, il risultato inevitabile non può essere che una futura evoluzione verso malattie più serie. Bach riteneva che il medico avesse un ruolo di consigliere e di assistente, aiutando il paziente ad assumersi sempre più la responsabilità della propria salute; i suoi rimedi floreali hanno una funzione molto simile perché, oltre a sostenere nei momenti di stress e di cattiva salute, possono essere usati prima che compaiano sintomi patologici.

In quest’ottica, i fiori di Bach rappresentano un percorso da intraprendere quando nell’insieme ci si sente in disarmonia, fuori forma, sotto stress, assaliti da paure o da dubbi e per accompagnare terapie già in atto.

.. In breve, la malattia apparentemente così crudele, è in se stessa benefica e per noi proficua, perché se la interpretiamo correttamente ci mostrerà i nostri difetti essenziali. Curata in modo adatto permetterà l’eliminazione di questi difetti, lasciandoci migliori e più maturi di prima. La sofferenza è un correttivo che mette in luce la lezione che non siamo riusciti a comprendere in altro modo e non può essere sradicata finché la lezione non sarà stata compresa.”